 l giorno dopo la manifestazione del Partito Democratico al Circo Massimo di Roma, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha liquidato la vicenda con le seguenti affermazioni: “ieri è andata in piazza la sinistra delle frottole. Veltroni, invece di fare manifestazioni, dovrebbe riposarsi, così si preparerebbe alle prossime elezioni e ci lascerebbe lavorare. Si rassegni, governerò cinque anni.” Sono affermazioni lapidarie, tipiche di chi è infastidito dal dover render conto del proprio operato. Chiunque sia dotato di un minimo senso critico è in grado di valutare il significato di parole arroganti, pronunciate con atteggiamento di superiorità e di sfida. Non servono commenti.
Basta considerare gli effetti prodotti dal lavoro del governo per capire: governare, per il presidente del Consiglio, significa dare ordini, comandare. È utile però ricordare cje la politica del fare ha permesso di realizzare obiettivi di eccezionale rilievo: abolizione dell'ICI in favore dei ricchi; detassazione degli straordinari in un contesto di riduzione dell'occupazione e di aumento della cassa integrazione; Robin Tax per petrolieri e banche, con ricadute a danno di consumatori e risparmiatori; tagli alle risorse degli Enti Locali; salvataggio dell'italianità di Alitalia, con ulteriori costi (i debiti) riversati nelle casse dello stato a danno dei contribuenti. La conseguente riduzione dei servizi sociali e delle risorse per il sostegno alle famiglie rappresenta la prospettiva che ci viene proposta da questo governo. La reazione stizzita del presidente del Consiglio è comprensibile: non accetta la democrazia, non ci è abituato ed il dissenso lo manda fuori giri. Poco male. Ci siamo e dovrà farsene una ragione. Tornando alla manifestazione del 25 ottobre, a cui ho partecipato, posso dire che la compostezza e la serenità delle persone presenti al Circo Massimo è stata la testimonianza della differenza che esiste tra chi pratica la democrazia nel pieno diritto di dissentire pacificamente e chi invece la considera una zeppa sul percorso che intende imporre al paese. A nulla serve la polemica sui numeri. Era necessaria una risposta ai proclami arroganti. La risposta c'è stata e vale anche per la dirigenza del Partito Democratico, per dimostrare che esiste la possibilità di costruire un'alternativa concreta alla politica di palazzo. Quanto alle “frottole” della sinistra Veltroni non tema, finchè a definirle così è uno che usa smentire se stesso. Uno che definisce “il più grande, grandissimo Presidnete degli Sati Uniti”, proprio nello stesso giorno in cui viene assegnato il Nobel per l'economia a Paul Krugman, tra i più feroci detrattori della politica di Bush, si qualifica da sé. In conclusione, anche a nome del Partito Democratico di Lodi, ringrazio i lodigiani che hanno preso parte alla manifestazione (a proprie spese) con entusiasmo e consapevolezza dell'importanza dell'evento, quale segno tangibile di fiducia nella possibilità di riportare la politica tra la gente e per la gente.
Oreste Abbà |